Don’t Breathe ( 2016 )

Benvenuti nella nuova competizione olimpica del home invasion con handicap , poco tempo fa abbiamo avuto l’esempio dato da Hush che vedeva una protagonista Sordomuta , ora alla linea di partenza si aggiunge Don’t Brethe, nel nostro paese inspiegabilmente cambiato in Man in the dark , alla regia troviamo Fede Alvarez ,quello che ha tentato il remake de La Casa finito nel dimenticatoio grazie ad Ash vs Evil Dead .

In questo film tre giovani amici con la passione per le rapine in casa cercheranno il colpo della vita rapinando la casa di un veterano di guerra non vedente, quello che sulla carta doveva essere un colpo facile si rivelerà molto peggio del previsto.

Ragazzi ma questa è un armatura sacra ???
Ragazzi ma questa è un armatura sacra ???

Don’t breathe mette in scena la storia del predatore che diventa preda , la variante del handicap visivo poteva trasformare l’insieme in una discreta sorpresa, ma a parere mio non è stato sfruttato pienamente, la sceneggiatura dondola sul precipizio indecisa sul da farsi, potrebbe prendere tinte oscure  ma Fede sembra tirarsi indietro ogni volta ” addolcendo ” le scene , per farvi un esempio un pochino spoiler : perchè stuprarla quando puoi far eseguire ad un non vedente una complicata inseminazione artificiale home-made ?? ,il risultato mi ha soddisfatto a metà , intrattiene il giusto senza mai  riuscire a sfruttare totalmente l’ambientazione chiusa,nei momenti in cui questo meccanismo girerà a dovere però avremo una visione delle potenzialità non sfruttate.

lui è non vedente ma alcune cose non le vedrete nemmeno voi

Un cast ristretto a 3-4 nomi con Stephen Lang ( Avatar ) nei panni di Sirio il Dragone  del veterano tutto muscoli e poche rotelle ed il trio teen composto da : Jane Levy ( La Casa) , Dylan Minnette ( Piccoli Brividi ) e Dylan Minnette ( It Follows ) .

il cane è la metafora della reazione della produzione alla richiesta di innovazione di Alvarez
il cane è la metafora della reazione della produzione alla richiesta di innovazione di Alvarez

Don’t breathe non è un film indimenticabile, raggiunge la sufficienza, dimostrando ancora una volta che Alvarez è bravo a svolgere il compitino e che potrebbe puntare più in alto, ma si limita a fare il suo e portare a casa il risultato.

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