Morgan ( 2016 )

In un laboratorio ben nascosto un gruppo di scienziati monitora i progressi di un progetto estremamente segreto che ha la forma di una ragazzina di nome Morgan , quando qualcosa inizierà ad andare storto la corporazione dietro al progetto manderà un’addetta a verificare la situazione.

Luke sono tuo padre
Luke sono tuo padre

Dietro la macchina da presa troviamo Luke Scott , esordiente che ha nel suo CV figlio di Ridley Scott ( Alien )con il quale Luke ha iniziato a lavorare e che in questo titolo thriller sci-fi troviamo nelle vesti di produttore  ( ah cosa non si fa per i figli ) .

Morgan si sviluppa su binari già rodati ed è facile bruciarsi il twist finale molto prima dei 90 min previsti dalla sceneggiatura di Seth W. Owen ( Peepers ), siamo in territori non molto distanti da quelli calcati da opere come Ex-Machina ,Splice e molti altri  dove lo spettatore è chiamato ad avere dubbi di natura etica e morale durante la visione, personalmente però non ho trovato molto incisivo il modo in cui questi quesiti vengono inoculati durante la visione tramite piccole esplosioni di violenza,avrei preferito qualcosa di più sibillino e ponderato più vicino al mondo thriller.

Le sceneggiature cupe sono abitate da personaggi scarsamente caratterizzati interpretati però da attori di buonissimo livello palesemente svogliati,ma potenzialmente in grado di fornire prestazioni di ben altro tipo , possiamo trovare la protagonista Kate Marra ( Fantastic 4 ) accompagnata da Anya Taylor-Joy ( The Witch ) , Toby Jones  ( Hunger Games ),Michelle Yeoh ( La tigre e il dragone ), Brian Cox ( Troy ) e Paul Giamatti ( The illusionist ) .

Partendo da spunti non originalissimi Morgan poteva sicuramente fare molto di più, appena appena sufficiente per una serata tranquilla sul divano.

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