Venom: Welcome back anni’90

Venom
C’era una volta un piccolo nerd, siamo nel pieno degli anni’90, questo bambino aveva appena iniziato a divorare i suoi fumetti preferiti, come quelli della Casa delle Idee ( sorry Batman) e fra i personaggi che più colpivano la sua immaginazione c’era un personaggio in particolare, Venom. Immaginate quindi quanto questo ragazzo, ora uomo, possa essere entusiasta alla scoperta che uno dei suoi personaggi preferiti avrà finalmente un film tutto suo (ciao ciao Raimi, ti vogliamo sempre bene) e nel sapere che nei panni del simbionte ci sarà un attore interessante e capace come Tom Hardy. Bene ora immaginatelo mentre legge che ovviamente questo film sarà isolato dall’universo di Spider-Man( e dal MCU in generale) e che sarà PG-13, tutto l’entusiasmo svanirà dal suo viso all’istante.
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La realtà è che Sony sta cercando a tutti i costi di costruire un universo narrativo dedicato ai personaggi Marvel rimasti in suo possesso, molti dei quali appartenenti alla serie B del fumetto americano oppure al mondo dei Villain, uniti dall’appartenenza più o meno forte allo Spider-Verse. Se nel caso di personaggi come La gatta Nera o Silver Sable è facile cantare hanno ucciso l’uomo ragno e rimaneggiare una sceneggiatura senza di lui, con Venom la missione si fa più complicata o almeno, diventa più grande il boccone da far digerire ai puristi del fumetto. Diventa quindi importante trovare la giusta sceneggiatura, i giusti rimaneggiamenti, le omissioni e le aggiunte da calibrare per non snaturare del tutto il personaggio. Poi però ti ricordi che stanno provando a mettere insieme un alieno mangia cervelli e un PG-13, praticamente una sorta di suicidio annunciato. Ruben Fleischer si è preso il mio favore anni fa, dirigendo Zombieland, una pellicola decisamente fuori dagli schemi e ora anni dopo non è mai riuscito a replicare quella ricetta per il successo. In questa pellicola si ritrova a lavorare su quello che rimane di Venom dopo avergli tolto tutta l’oscurità e la violenza, togliendo tutte le strutture che davano al personaggio uno spessore e un origine completa e sostituendole con una trama da Sci-Fi low budget. I Simbionti come gli Xenomorfi di Alien finiscono preda di una multinazionale senza  scrupoli che vuole usarli per i suoi scopi, uno di questi finirà per legarsi con l’ex giornalista d’inchiesta Eddie Brock dando vita a simpatici siparietti comici in stile MCU in cui i due dialogano e si confrontano in maniera quasi grottesca. Eddie a differenza degli altri “eroi cinematografici” è goffo, proprio come il giovane Peter Parker dell’universo Marvel, si ritrova con un potere che non sa controllare e che – a differenza degli altri – è vivo e senziente.
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Tom Hardy, aiutato da un imbarazzante doppiaggio italiano, riesce nell’intento di rendere al meglio questo aspetto del protagonista, un po slapstick, peccato che tutto il resto non funzioni alla stessa maniera. Basti pensare alla sua controparte femminile, Michelle Williams, svuotata di qualsivoglia spessore, o un cattivo interpretato con poca voglia e motivazioni vecchie di quasi 10anni da Riz Ahmed . Ok, va dato adito che sicuramente per Sony non è stato semplice mettere insieme una storia di origini praticamente da zero e con qualche paletto sparso qua e la per la via, ma la scelta di tagliare a zero il tasso di violenza per provare a portare i giovanissimi in sala, mentre pellicole come Deadpool e Logan con il loro successo dimostrano che il R-Rating può portare al successo è stata una scelta malsana.
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Il risultato sa di farsa, di film figlio di un tempo in cui la violenza era vietata sugli schermi del cinema, certo si salvano le poche scene con un po’ di azione, qualche sorriso lo strappa a tutti con i suoi strampalati dialoghi, ma questo non è il Venom che stavamo aspettando. Ora, eliminando di mezzo il mondo cinecomics, Venom è un film che intrattiene, è carino a modo suo con tutti i suoi difetti. Con qualche martellata nei punti giusti, potrebbe essere ancora raddrizzato in un sequel dalle tinte più oscure, meno bonaccione, ma usarlo cosi com’è come centro di gravità per un universo Sony\Marvel come si vocifera su internet è una mossa che non mi sentirei di consigliare.
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2.2