Adrian: non importa come, ma ha vinto

Adrian

Ieri, 21 Gennaio 2019, oltre a essere quello che il web ha rinominato come Blue Monday – il giorno più triste dell’anno- è stato anche il giorno della prima messa in onda di Adrian, la serie televisiva d’animazione ideata e scritta dal molleggiato Adriano Celentano.

Una serie che parte da lontano, le prime tracce di questa idea nascono 10 anni fa e doveva essere una serie Sky.

Ammetto di non averla vista, quindi non mi perderò in commenti su quanto in molti l’abbiano trovata imbarazzante oppure oscena nei contenuti e nelle animazioni.

Quello che importa in realtà è quello che sta dietro la messa in onda di questo primo episodio di Adrian, il come questo progetto sia finito per essere virale nel web, con una mossa di marketing decisamente interessante.

Prima ancora della sua messa in onda infatti Celentano aveva rotto l’internet più di Ralph, invadendo indirettamente la quotidianità con miriadi di post fastidiosi almeno quanto il volume dello spot a cui facevano riferimento.

Ma certe regole non cambiano, che si parli bene o che si parli male, purchè se ne parli.

La verità è che nonostante tutto Adrian ha vinto, indirettamente ha convinto un numero anomalo di persone a guardare uno show di Celentano che, oggettivamente, molti non avrebbero visto se non fosse stato per tutto il clamore che lo spot ha generato, amplificato dal popolo della rete.

Celentano e il suo clan hanno quindi usato il web come generatore di hype -anche se negativo – e il metodo ha funzionato, ieri sera la mia pagina facebook era invasa di post e stati dedicati al molleggiato, sicuramente più di quelli che, con una pubblicità sana e positiva, avrebbero mai ottenuto.

lo score alla fine segna 6 milioni di persone davanti alla tv , a ricordarci che dai diamanti non nasce niente, ma dal letame nascono i punti di share.

A poco importa se il secondo episodio e quelli successivi vedranno un probabile calo di spettatori, oppure che lo show live dietro la serie animata abbia avuto defezioni o cambi all’ultimo, ormai la gente ha abboccato all’amo.