Cinema

When Animals Dream ( 2014 )

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Marie ha sedici anni e vive in un paesino di poche decine di anime in un ‘isola sperduta della parte occidentale della Danimarca lavora da poco come lavoratrice del pesce, una fabbrica dove è vittima di bullismo da parte di qualche collega ed ha una situazione poco rosa in casa, vive con il padre Thor ( niente martelli please ) e la madre vittima di una strana malattia che la costringe ad uno stato di coma vegetativo, oltretutto Marie inizierà a scoprire strani segni sulla sua pelle ,primo sintomo di un mistero molto più grande ed oscuro.

Benvenuti in Danimarca , la fredda terra che ha dato i natali a questo film Horror a tema licantropia, nella terra natia è conosciuto come Når dyrene drømmer per noi invece è When Animals Dream , diretto dall’esordiente regista Jonas Alexander Arnby.


Il film è immerso nel clima delle terre del nord Europa, ne trae ogni singolo vantaggio possibile in termini di cinema e prova a dare un rinnovamento ad un archetipo da troppo tempo stagnante come quello dell’uomo lupo ( il primo che mi parla di vampiri scintillanti ed imprinting lo ritrovano a discutere con Lucille ), alla fine degli 81 min di visione posso dire ben fatto Jonas, missione compiuta.

anche lui a modo suo era originale

anche lui a modo suo era originale

When Animals dream ha un passo lento, cerca fino all’ultimo di giocare a carte coperte,ma allo stesso tempo ci lascia intuire che gli unici all’oscuro della situazione siamo noi e la protagonista, usando gli sguardi dei personaggi ci dice che tutti gli altri lo sanno e si comportano di conseguenza,ha uno stile freddo quasi un approccio autoriale al genere horror,mentre ci accompagna nella crescita di Marie in un modo tale che se non ci fossero di mezzo i problemi di peluria superflua la trama potrebbe essere un qualsiasi romanzo di formazione, con una sedicenne che scopre il mondo e se stessa finendo inequivocabilmente nel girone dei drammi personali solo con qualche piccola goccia di sangue in più a macchiare la sua evoluzione, non aspettatevi momenti alla lupo mannaro anni 80, di splatter  e di gore qui non se ne parla.

non è un Klingon , sono peli

non è un Klingon , sono peli

Un cast senza grossi picchi ,fatto di esordienti come la protagonista Sonia Suhl, Lars Mikkelsen ( House of Card ), Sonja Richter ,Jakob Oftebro ( Lilyhammer) , Mads Riisom ( Lands of Mine ), il risultato è buono , sono volti giusti al posto giusto e questo non guasta mai.

Sicuramente consigliato , un must see del cinema di genere ,una piccola chicca da evitare per gli amanti dei litri di sangue o dei film eccessivamente lenti.

Stay Tuned.

 

 

Marcello Portolan
Globetrotter del mondo Nerd. Cresciuto tra videogame, fumetti e cinema, crescendo ha deciso di affrontare il mondo impervio della scrittura per dare sfogo alle voci nella sua testa, nate durante la visione di film demenziali da ogni parte del mondo. Fondatore de Il Babbano Critico e redattore presso ProjectNerd.it

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