400 days (2015)

Un gruppo di futuri astronauti deve affrontare un test della durata di 400 giorni allo scopo di simulare le loro reazioni ad un viaggio di lunga durata , ma non tutto sembra andare come previsto .

Matt Osterman è l’uomo dietro la macchina da presa e dietro la penna di questo 400 days , un film di fantascienza del 2015 caratterizzato da una sceneggiatura fitta di argomenti.

La trama infatti è molto machiavellica e tocca durante il suo svolgimento un numero elevato di corde accuratamente scelte in modo tale da far tintinnare i sensi di ragno dei fan più accaniti del genere,dimostrazione di come poche inquadrature o battute ben piazzate al posto giusto possano portare lo spettatore a pensare di avere in mano la chiave di lettura della pellicola,per poi trovarsi ribaltato o dubbioso pochissimi istanti dopo,trovandosi così a condividere lo stato di confusione che per larghi tratti attanaglierà i protagonisti senza mai essere certi al 100% di quello che realmente accade sullo schermo,400 days si gioca tante carte tutte insieme,quasi non volesse scontentare nessuno,cospirazioni,paranoia,bunker,infezioni,apocalissi,viaggi nello spazio,una rosa fin troppo completa.

Questo genere di scelte produce solitamente un effetto lama a doppio taglio sulla pellicola,ne saranno detrattori coloro che durante la visione di un titolo cercano risposte assolute da esso, ma ne potranno essere entusiasti  quelli che invece preferiscono elaborare pensieri propri e ragionare a fine visione su quanto visto ( io appartengo alla categoria N.2 ),però il punto negativo è dietro l’angolo anche per i più ottimisti,tante domande possono essere positive,ma la totale assenza di risposte è quasi frustrante , sarebbe stato necessario qualche minuto in più per rispondere anche solo ai quesiti meno importanti.

Il cast è formato fondamentalmente da 4 personaggi,Brandon Routh (Chuck,Superman returns),Dane Cook (Torque), Caity Lotz (Arrow) e Ben Feldman ( Cloverfield, Silicon Valley ) ,tutti con un buon livello attoriale e una prestazione nella media ( la confusione probabilmente può averli aiutati).

Caity Lotz continuo a vederla così

L’idea di Osterman era buona,unire 2 generi come il viaggio spaziale e il mondo post apocalittico in una sola pellicola,però il tempo non è dalla sua parte e quindi ai non amanti dei misteri insoluti la sensazione sarà quella di 2 film incompleti ,personalmente il voto che mi sento di assegnargli è il 6/7 , poteva essere sfruttato molto meglio questo tentativo.

Stay Tuned