Charlie’s Farm ( 2014 )

Prendete uno slasher a caso, uno di quelli dotati di un gruppo di ragazzi in cerca di avventure, con una backstory drammatico\familiare avvenuta in passato ed ora divenuta leggenda, ora metteteci 4 canguri e ingigantite il villan fino alle dimensioni di 2,11 metri ed otterrete la trama standard dietro a Charlie’s farm.

Proveniente dall’Australia questo film scritto e diretto da Chris Sun (Daddy’s Little Girl)  come avrete capito è totalmente non originale, il che fondamentalmente non è nemmeno così una brutta cosa, il mondo degli slasher è pieno di titoli che per vari motivi tendono a somigliarsi se analizzati nel dettaglio, ma qui addirittura Chris sembra importare dei redneck dagli USA trapiantandoli nell’outback australiano.

2 dei protagonisti sono palesemente in cerca d’avventura nell’antica e leggendaria fattoria di Charlie, sono intenzionati a cercare il killer e per farlo trascinano con loro le loro ragazze, ovviamente ciò che volevano trovare troverà loro prima che loro se ne possano accorgere, riempiendo via via il body count con un tasso di splatter medio \ basso che può infastidire solo chi soffre ogni stilla di liquido rosso e caratterizzato da una kill che sono indeciso se definire WTF o geniale, in generale il comparto di make-up ed effetti speciali è la cosa più salvabile di Charlie’s Farm .

La narrazione pecca di molti elementi base e finisce quasi subito per annoiare, mentre personalmente non sono riuscito a trovare empatia con nessuno dei protagonisti arrivando a sperare che il buon Charlie eseguisse velocemente il suo sterminio in modo tale da poter concludere la visione, il cast principale vede il gigantesco Nathan Jones ( Mad Max fury road ) come cattivo mentre il gruppetto di turisti a caccia di guai è composto da Allira Jaques, Dean Kirkright ( Blood Hunt ), Sam Coward e la punta di diamante Tara Reid ( Sharknado ).

Charlie’s Farm è a km di distanza dalla sufficienza, l’idea di fondo era chiaramente stupidotta però con un pochino più di mestiere era possibile costruirci sopra qualcosa di molto meglio, sconsigliato.

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