Southbound (2015)

Un antologia horror di solito è un prodotto di facile fruizione , un insieme di storie con un visibile filo conduttore che le tiene insieme come perle di una collana; nel caso di Southbound però questo passaggio è meno in vista,se siete spettatori poco attenti o poco amanti dei dettagli questo legame potrebbe addirittura essere più lieve,al punto tale di trasformare l’intera situazione in un caotico susseguirsi di episodi.

4 registi si susseguono in altrettanti episodi , ad aprire e chiudere le danze abbiamo il collettivo Radio Silence (V/H/S ) ,molto interessanti i loro mostri , ma la storia è altalenante e si perde definitivamente quando in maniera abbastanza forzata tenta di avviare\concludere il loop che da origine e pseudo-spiegazione a tutti gli eventi successivi\precedenti.

A seguire abbiamo un segmento più basic,dedicato ad una band tutta al femminile alle prese con una strana famiglia ,a dirigerlo troviamo Roxanne Benjamin,è al suo debutto sulla seggiola del regista quindi ha le attenuanti del caso, tutto fila liscio fino al finale dove le carte vengono mostrate e si finisce nella fase …ora cosa gli mostro ?? però può ancora migliorare.

La fine di questo secondo episodio da il letterale inizio al successivo, a parere mio il meglio riuscito del conglomerato e decisamente il più sanguinolento, dietro la macchina da presa troviamo David Bruckner ( Signal) , la trama è la più lineare e semplice possibile, racconta poco ma lo racconta benissimo, il protagonista deve salvare una ragazza che ha investito, solo che i suoi tentativi non avverranno in una maniera molto classica , una situazione che sembra uscita da un edizione horror di The Twilight Zone,ben fatto David.

Per contrasto il pezzo di Patrick Horvath (The Pact II) è forse il peggiore della compagnia,perchè come nella seconda parte a cura dei Radio Silence si cerca forzatamente di dare un senso alla situazione,solo che qui siamo in un contesto molto redneck demoniaco con uomo che irrompe in un bar cercando notizie di sua sorella ,scomparsa anni prima.

In maniera diversa da quanto accade in molti altri titoli antologici Southbound vive nello stesso universo , per spiegarmi meglio , le storie sono da prendere come singola entità, quasi al limite dall’essere un unico film con differenti nomi alla regia,cosa che lo tiene leggermente fuori dalla massa della categoria ( che negli ultimi anni sta ingrassando a dismisura ) e gli consente sicuramente di guadagnare qualche punticino ( in recupero dopo i molti persi con il segmento di Horvath).

Sicuramente non parliamo di un capolavoro , ma se vi piace il genere antologico potreste trovarlo molto interessante,siamo sulla sufficienza piena.

Stay Tuned

 

 

2 risposte a “Southbound (2015)”

  1. Hmm is anyone else experiencing problems with the pictures on this blog loading?
    I’m trying to figure out if its a problem on my end or if it’s the blog.
    Any responses would be greatly appreciated.

  2. Truly when someone doesn’t know afterward its as much as other viewers
    that they can help, so here it happens.

    My web-site IsaacLRidges

I commenti sono chiusi.