Addio Big Bang theory: meglio ora che mai

Addio Big Bang theory: meglio ora che mai

Il momento tanto temuto dai fan di The Big Bang Theory è arrivato, il finale della prossima stagione- la 12esima – sarà l’episodio conclusivo dell’amatissima serie televisiva, e forse era anche ora. 

Tutte le serie hanno una fine, la differenza la fa il tempismo, una bella serie è spesso nelle mani di showrunner saggi, che capiscono quando chiudere la giostra, senza per forza trascinarsi troppo a lungo facendo salti mortali per ravvivare un fuoco ormai spento. The Big Bang Theory ha saputo raggiungere vette altissime di successo, creando un vero e proprio movimento POP attorno ai suoi protagonisti, trasformati dallo show in vere e proprie star dallo stipendio altissimo, partendo da una nicchia, quella della cultura NERD, che ha alimentato questa sitcom con il proprio amore fin dai primi secondi dell’episodio pilota.

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Gli stessi che poi hanno visto la serie evolversi, aprire le porte a spettatori “barbari” vendendosi un po’ alla massa da sit comedy e diventando una macchina da premi e spettatori, perdendo in parte appeal nei confronti dei veri membri della community geek, ma infondo andava bene cosi visto che ogni episodio era (ed è) milioni di spettatori. Ora dopo 12 stagioni e la nascita di uno spin-off altalenante finalmente è giunto il tempo di dire addio ai nostri personaggi, prima che sia troppo tardi. 

Ora, prima di trovare un intera squadriglia di “nerd” sotto casa con i forconi, meglio chiarire che essere felici per la fine di una serie, non vuol dire che la serie faccia schifo, vuol dire riconoscere che è giunto il suo momento, la naturale fine di un ciclo durato a lungo e che nell’ultimo periodo stava iniziando a perdere colpi,  

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Con il passare degli anni, la serie ha iniziato ad abusare della sua posizione di paladina della cultura POP, con una spirale decrescente che l’ha spinta a mutare e diventare un contenitore di citazioni sempre più superficiali, sempre meno divertenti, con il tentativo esterno di forzare la risata dello spettatore usando le risate registrate, diventate una presenza dal minutaggio decisamente importante dello show.
Certo mi direte voi, il senso dell’umorismo è soggettivo, su questo non c’è alcun dubbio, ma lo è anche il cambiamento che lo show ha affrontato con il passare delle stagioni, con l’aumentare dei personaggi “outsider”.  

Con l’aumentare dello spazio a personaggi come Penny, il gruppo dei veri ed iniziali protagonisti hanno iniziato ad appiattirsi su se stessi, diventando sempre più simili l’uno all’altro, con l’unica eccezione data dalle stranezze di Sheldon, il pubblico generalista e internazionale probabilmente capirebbe con estrema difficoltà le battute sottili con le quali “distanziare” i personaggi, rendendoli parte di diverse categorie all’interno del vasto mondo della cultura POP, uno dei motivi per cui una sitcom totally geek come Silicon Valley fatica a farsi notare.

Terminare ora, quando ancora è possibile lasciare milioni di fan con le lacrime agli occhi per la tristezza, è il migliore modo per chiudere Big Bang Theory, forse l’unica mossa della produzione per uscirne ancora vincitrice. Ben venga quindi la sua chiusura e la sua incoronazione (quasi scontata) a show cult,  Morte a Big Bang Theory. Gloria e vita al mondo Nerd.