The Green Inferno (2015)


Un titolo che colpisce diretto come un gancio di Mike Tyson , una megacitazione al film Cannibal Holocaust di  Ruggero Deodato accompagnata da una martellante pubblicità su ogni media , un tentativo 24h su 24 di far salire la scimmia agli estimatori del genere Cannibal ( ebbene si …ha degli estimatori) che non sentono il sapore della carne umana ormai da molto tempo, ma quest’operazione avrà dietro un film all’altezza??

bravi ragazzi però usate le frecce senza punta mi raccomando

La che mi sono dato alla fine della visione è un grosso NI , il motivo principale è che il film non ha il piglio degli originali e questo è un punto per entrambi gli schieramenti , di sicuro positivo se si è animalisti , di positivo c’è che Eli Roth, il tenero regista che ha regalato al mondo Hostel e Cabin Fever , è forse uno dei pochi registi del genere che si diverte a fare quello che gli piace,lui ama Deodato e decide di fare un film Cannibal ora che non è più di moda,di metterci il suo stile ed un pochino di critica allo stile “hipster”degli EcoWarriors protagonisti della storia.

Manca la violenza degli antenati di  the Green Inferno,le regole sono cambiate e scene come quelle con la tartaruga viva non si possono più girare,ma Eli ci fa divertire lo stesso,sembra impossibile ma qualche risata la strappa davvero quando si diverte a sballare l’intero villaggio con l’erba di uno dei prigionieri,nonostante questo non è un film per tutti,bisogna avere lo stesso un po’ di “amore” per il gore.

abbraccio di gruppo

Una buona prova per il cast,i cannibali sono ovviamente “veri” cosa che rende tutto più realistico,oltre a loro fra i prigionieri troviamo la moglie del regista Lorenza Izzo ( Knock knock )nei panni della protagonista principale,Ariel Levy è il leader carismatico dell’allegra banda,i personaggi sono solo tratteggiati,qualsiasi approfondimento su di loro sarebbe probabilmente stato fuori tema.


Non aspettatevi tutto e subito, prima di 45 minuti non vedrete nemmeno una puntura d’insetto,dopo però è solo per chi non è debole di stomaco,la tensione è presente anche se lo stile di Roth la interrompe in punti in cui forse non andrebbe fatto,trasformando le scene in un tragicomico black commedy .

Non sarà Deodato ma questo è il migliore dei Cannibal possibili ,accontentiamoci .

Stay Tuned.

11 risposte a “The Green Inferno (2015)”

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